L’esperienza Porta Risultati
Risultati
Gli studi pubblicati sul trattamento del cancro alla prostata spesso contengono dati contrastanti sotto vari aspetti. Tuttavia, tutti questi studi presentano un tema ricorrente: l’esperienza e le capacità del chirurgo incaricato di valutare e trattare il paziente affetto da cancro è uno dei fattori fondamentali per l’ottenimento di risultati ottimali e la guarigione del paziente.
Al GRI, il nostro approccio nei confronti del trattamento del cancro alla prostata si basa sul conseguimento della “triade”: consentire la rimozione del cancro recuperando rapidamente le funzioni sessuali e di continenza. Il nostro obiettivo è fornire la triade e ripristinare la salute del paziente garantendogli una vita lunga e libera dal cancro. Il potenziale di raggiungimento di questi obiettivi dipende da ciascun singolo paziente.
La nostra significativa esperienza ci ha portato a sviluppare, pubblicare e insegnare alcune innovazioni tecniche fondamentali nell’approccio chirurgico alla prostatectomia in grado di aiutarci ad aumentare le probabilità di conseguire gli obiettivi della triade. Gli obiettivi della triade prevedono la rimozione del cancro, il conseguimento della continenza urinaria e il ripristino delle funzioni sessuali. Queste modifiche uniche specifiche del nostro approccio ci hanno aiutato a conseguire standard elevati.
Fonte:
Continenza, funzioni sessuali e risultati oncologici in seguito alla prostatectomia radicale robot-assisted: la ricerca della triade - risultati preliminari
Vipul R. Patel; Rafael F. Coelho, Sanket Chauhan, Marcelo A. Orvieto, Kenneth J Palmer, Bernardo Rocco, Geoff Coughlin
BJU International, Maggio 2010
Triade
Prima fase: rimozione del cancro
Rimuovere completamente il cancro è l’obiettivo principale di qualsiasi operazione del cancro alla prostata. Ciò non è sempre possibile, a seconda dell’anatomia, dello stadio e dell’aggressività del cancro. Ciononostante, il team ha dimostrato risultati eccellenti e costanti relativamente alla rimozione totale del cancro e alla guarigione del paziente. I tassi di ricorrenza del cancro sono estremamente ridotti per i pazienti affetti da cancro localizzato.
Fase due: conseguimento della continenza urinaria in tempi brevi
L’incontinenza successiva a chirurgia alla prostata è una preoccupazione condivisa da molti pazienti, e costituisce anche una delle maggiori sfide affrontate dai chirurghi durante la procedura. Fortunatamente, la nostra esperienza nel campo del ripristino della continenza urinaria è stata positiva e la nostra tecnica si è evoluta. Grazie ad una maggiore esperienza chirurgica e al perfezionamento della tecnica, i nostri risultati sono continuamente migliorati, e abbiamo conseguito alcuni dei successi più significativi al mondo. Oltre il 95 per cento dei nostri pazienti recupera le funzioni di continenza urinaria in seguito alla prostatectomia robotica. Alcuni pazienti che presentano un’anatomia o una fisiologia anormale potrebbero non recuperare queste funzioni; tuttavia, abbiamo aumentato le probabilità implementando varie innovazioni tecniche basandoci sulla nostra esperienza.
L’innovativa tecnica del Dott. Vipul Patel offre vantaggi come:
- Aumento della lunghezza uretrale per ridurre al minimo il potenziale di danni dello sfintere urinario per la continenza Fonte: Eur Urol. 55(3):629-37. 2009 Mar.
- Ricostruzione dei meccanismi di continenza del pavimento pelvico durante l’operazione per stabilizzare la vescica e l’uretra al fine di consentire un recupero rapido Fonte: BJU Int. 102(10):1482-5. 2008 Nov.
- Rinforzo del collo vescicale e anastomosi impermeabile per consentire la rimozione del catetere urinario e il recupero in tempi brevi (il catetere solitamente viene rimosso quattro o cinque giorni dopo l’operazione, riducendo i disagi per il paziente) Fonte: BJU Int. 104(6):878-81. 2009 Sett.
Il recupero dall’incontinenza in seguito a chirurgia alla prostata varia da paziente a paziente, ma di solito richiede meno di tre mesi.
Terza fase: massimizzare il recupero in tempi brevi delle funzioni sessuali
Quando ci si trova di fronte a una diagnosi di cancro alla prostata, spesso il primo pensiero va alla rimozione del cancro, ma l’abilità di ripristinare le funzioni sessuali costituisce un altro fattore importante. La possibilità di soffrire di impotenza è una preoccupazione legittima, dal momento che i nervi responsabili di un corretto funzionamento erettile sono fragili, hanno dimensioni ridotte e sono collegati alla prostata, rendendo difficile proteggere l’area da eventuali danni.
Uno dei maggiori vantaggi della chirurgia robotica svolta da un chirurgo esperto rispetto alla chirurgia laparoscopica o convenzionale è la conservazione di questi nervi delicati e la capacità di recuperare le funzioni sessuali entro tempi brevi.
La nostra esperienza ci ha portato a trarre alcune importanti conclusioni:
· L’esperienza del chirurgo e la tecnica chirurgica sono direttamente collegate ai risultati in merito al recupero delle funzioni sessuali
· I traumi del fascio neurovascolare possono provocare impotenza; il rischio si riduce quando a svolgere l’intervento è un chirurgo di grande esperienza
· La capacità di preservare i nervi dipende dal tipo di cancro e dall’esperienza del chirurgo, oltre che dalla valutazione nel corso dell’operazione
· È stato dimostrato che la nostra tecnica esclusiva che prevede l’allontanamento dei nervi dalla prostata prima di mobilitare il paziente facilita il ripristino delle funzioni sessuali in tempi brevi
Oltre il 90 per cento dei nostri pazienti con funzioni normali sottoposti a chirurgia con conservazione bilaterale completa dei nervi recupera le funzioni sessuali. Ha contribuito al nostro successo il nostro approccio nei confronti della preservazione dei nervi, eliminando l’uso di energia termica in prossimità dei nervi e allontanando questi ultimi dalla prostata all’inizio dell’operazione con trazioni o traumi minimi.
